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Il progetto S.E.T.I. si prefigge di dare impulso alla nascita dell’industria ed alla R&S dei materiali geopolimerici in Sicilia. Esso contribuirebbe a dare slancio sia al settore dell’industria dell’edilizia sostenibile (es. scarti industriali,), con la progettazione e realizzazione di soluzioni che sfruttano al meglio le peculiari proprietà dei materiali geopolimerici, sia al settore minerario, per l’estrazione delle materie prime da impiegare (es. argille,).
Il rilancio dell’edilizia in questo momento storico passa attraverso le eco-tecnologie innovative nell’ambito energetico-ambientale e la bioedilizia. L’impatto del processo edilizio sul nostro territorio fino a questo momento è stato scarsamente considerato e tantomeno valorizzato. I processi produttivi di cementi e laterizi e la scarsa efficienza dei sistemi di coibentazione energetica degli edifici hanno portato ad un dispendio energetico non indifferente. In tale ottica è interessante prendere in considerazione l’utilizzo di materiali innovativi da impiegare nel settore dell’edilizia che consentano di minimizzare l’impatto sull’ambiente ed il territorio e favorirne la salvaguardia. Negli ultimi decenni una classe di materiali innovativi, definiti “geopolimeri” o “cementi ad attivazione alcalina”, ha destato l’interesse sia della ricerca scientifica che dell’industria. I geopolimeri sono materiali polimerici inorganici ottenuti a partire da una polvere allumino-silicatica sia di origine naturale (minerale, prevalentemente vulcanica) che di sintesi (scorie da altoforno ed altri scarti industriali). Diversamente dai cementi idraulici, i geopolimeri non contengono acqua di idratazione e sono lavorati a basse temperature (T <350°C), possono resistere a temperature fino a 1200°C, anche per lunghe esposizioni. La loro resistenza meccanica è confrontabile con quella di molti ceramici tradizionali sinterizzati ad elevata temperatura. I geopolimeri sono materiali molto versatili, ma ciò che li rende estremamente interessanti ai fini applicativi è la loro semplicità produttiva, in primis il consolidamento a temperatura ambiente, e quindi il basso impatto ambientale. Essi possono essere ottenuti attraverso la preparazione di miscele a consistenza variabile adattabili a diversi tipi di formatura e possono essere consolidati a bassa temperatura. Proprio in considerazione delle basse temperature di consolidamento e della possibilità di utilizzare un’ampia varietà di materie prime, inclusi alcuni tipi di rifiuti industriali, nonché per la loro longevità legata all’intrinseca inerzia chimica, all’elevata resistenza meccanica e refrattarietà, i geopolimeri sono considerati materiali eco-compatibili o “environmental friendly”. Il progetto si prefigge di dare impulso alla nascita dell’industria ed alla R&S dei materiali geopolimerici in Sicilia. Esso contribuirebbe a dare slancio sia al settore dell’industria dell’edilizia sostenibile (es. scarti industriali,), con la progettazione e realizzazione di soluzioni che sfruttano al meglio le peculiari proprietà dei materiali geopolimerici, sia al settore minerario, per l’estrazione delle materie prime da impiegare (es. argille,). La prima fase progettuale prevede l’acquisizione dei dati sulle materie prime dal punto di vista mineralogico, chimico-fisico e chimico-analitico e granulometrico, potenzialmente utili per la produzione di geopolimeri, affioranti in Sicilia. Tali informazioni costituiscono l’elemento fondamentale per la definizione di una miscela geopolimerica con ottime caratteristiche tecniche. La caratterizzazione delle materie prime verrà effettuata dalle università e dagli enti di ricerca partecipanti al progetto. La seconda fase progettuale prevede la progettazione di formulazioni sperimentali per la realizzazione dei geopolimeri siciliani, al fine di individuare le migliori miscele, In particolare, verranno eseguiti dei prototipi di:
a) un “mattone” con elevate capacità di coibentazione termica,
b) una malta con possibilità di utilizzo per il restauro di opere di interesse storico-artistico,
c) pannelli coibentanti per l’efficientamento energetico degli edifici.
Parallelamente verranno sperimentate le vernici protettive che possono migliorare le qualità, anche estetiche dei prodotti. La terza fase prevede lo studio delle potenzialità e dei costi di estrazione delle materie prime attraverso l’individuazione delle eventuali cave siciliane potenzialmente sfruttabili per lo scopo previsto. A tal uopo si farà riferimento ai dati dell’Ispettorato del Corpo Regionale delle Miniere e ai Piani regionali dei materiali da cava e dei materiali lapidei di pregio della Regione Sicilia. Alla fine di questa fase saranno individuati i siti di interesse, i quali saranno strutturati e inseriti in una banca dati realizzata allo scopo La quarta fase sarà volta allo studio della riproducibilità delle paste su scala industriale, alla fattibilità tecnica, all’impatto ambientale della produzione e alla valutazione economica. La quarta fase sarà volta allo studio della riproducibilità delle paste su scala industriale, alla fattibilità tecnica, all’impatto ambientale della produzione e alla valutazione economica.

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